Come autenticarsi in Linux senza password con le chiavi SSH

1 giugno 2006

SSH è un fantastico strumento per gli amministratori di sistema. Consente di eseguire comandi da remoto, copiare file in rete, creare dei tunnel e tutto sfruttando i più robusti algoritmi di cifratura. Inoltre consente di stabilire delle rigide politiche riguardo l’autenticazione, come gli host o i PC da autenticare, utenti, ecc.

Vi abbiamo già parlato del suo funzionamento in un nostro articolo, quello di cui vi vorremmo parlare oggi è la possibilità di OpenSSH di autenticare un utente in base a uno scambio di chiavi, senza che venga richiesta la password e senza che questo possa rendere meno sicuro il nostro sistema. Di solito infatti siamo abituati a inserire una password per accedere a un sistema. Il concetto è quello di inserire una chiave pubblica (possedendo solo noi la corrispondente chiave privata) all’interno della configurazione di SSH sull’host remoto sul quale vorremmo autenticarci. In questo modo al tentativo di connessione SSH controllerà se la nostra chiave privata e la chiave pubblica lì presente fanno parte della stessa coppia e, in caso positivo, ci darà accesso al sistema.

Trovare una chiave privata a partire da una pubblica è infatti praticamente impossibile, e certamente più difficile di trovare una password. Se la mancanza di richiesta di password vi sconvolge pensate che comunque per assegnarla al server sarà necessario il login: non è quindi un’operazione che possono svolgere tutti, ma solo coloro che hanno già le giuste credenziali di accesso.

In pratica genereremo una coppia di chiavi, una pubblica e una privata. Quella pubblica verrà copiata sul server. Quando il server ci chiederà chi siamo, il nostro client genererà una firma a partire dalla nostra chiave pubblica. Il server, in possesso della chiave pubblica, può controllare se quella firma è stata generata da una chiave privata corrispondente alla chiave pubblica in suo possesso. In caso positivo verrà dato accesso al sistema.

Generiamo quindi la coppia di chiavi con il comando ssh-keygen, ci verrà chiesto di inserire un percorso (va bene anche quello proposto di default) e una passphrase (che sarà bene inserire e non usare una vuota) per la generazione delle chiavi:

[utente@linuxbox1 ~]$ ssh-keygen -b 2048 -t rsa Generating public/private rsa key pair.
Enter file in which to save the key (/home/utente/.ssh/id_rsa):
Created directory '/home/utente/.ssh'.
Enter passphrase (empty for no passphrase):
Enter same passphrase again:
Your identification has been saved in /home/utente/.ssh/id_rsa.
Your public key has been saved in /home/utente/.ssh/id_rsa.pub.
The key fingerprint is:
90:98:4f:f5:69:39:57:5d:46:83:a4:a2:d6:63:3c:25 utente@linuxbox1

A questo punto dovremmo copiare la chiave pubblica sul server SSH. Questa essendo pubblica può essere letta da chiunque, senza problemi di sicurezza. Per copiarla possiamo usare anche scp, programma per la copia di SSH. Ipotizzando che il server si chiami linuxbox2 e che l’utente si chiami utente2, il comando sarà:

[utente@linuxbox1 ~]$ scp /home/utente/.ssh/id_rsa.pub utente2@linuxbox2:.

Ci verrà chiesta la password di utente2 e il file id_rsa.pub, contenente la chiave pubblica, verrà copiata nella home di utente2 su linuxbox2. A questo punto facciamo il login su linuxbox2 (ovviamente come utente2), e copiamo il contenuto del file appena copiato nel file /home/utente2/.ssh/authorized_keys:

cat /home/utente2/id_rsa.pub >> /home/utente2/.ssh/authorized_keys

A questo punto basterà provare a collegarsi dall’host linuxbox1 su linuxbox2 per connettersi a patto di inserire la passphrase scelta (per quanto sconsigliabile questa può anche non essere inserita, a patto di creare una coppia di chiavi con passphrase vuota):

ssh utente2@linuxbox2

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