Codec video e convertitori per HTML5

26 novembre 2011

Codec Video

Come già accennato, la sfida più grande con i video HTML5 consiste nel preparare e incorporare i propri contenuti usando codec multipli. Attualmente, ogni browser privilegia un particolare formato video e questa implementazione frammentata del video HTML5 sembra dover arrivare al limite prima di poter migliorare.

Al momento quindi abbiamo tre possibili opzioni per l’encoding video:

  1. H.264 – formato popolare che può sfruttare l’accelerazione hardware, supportato da chip grafici di pc desktop e dispositivi mobili; è anche il formato di registrazione di default per molti dei più recenti dispositivi video e mobile presenti sul mercato. Tuttavia il formato è proprietario e finché rimane royalty free per un uso non commerciale, diventa complicato e potenzialmente costoso quando si tratta di distribuire contenuti per scopi commerciali. In questo documento troviamo maggiori dettagli.
    Attualmente supportato da: IE 9, Safari (dalla 3.1), da Chrome e FF solo tramite plugin.
  2. OggTheora – uno standard aperto che non è depositato ed è royalty free.
    Supportato da: Firefox (dalla 3.5), Chrome, Opera 10.5;
  3. VP8 (WebM) – un nuovo formato standard acquistato da Google e rilasciato con licenza open source, royalty-free (ma depositato).
    Supportato da: Firefox (dalla 4.0), Chrome, Opera 10.6.

Ecco un grafico che rende più semplice e immediato il confronto:

Figura 1. Supporto dei browser per i formati video

Supporto dei browser per i formati video

Chrome merita una menzione speciale, poiché Google ha smesso di supportare uno dei tre formati video di HTML5. Dopo l’acquisizione di On2, sviluppatore e sponsor del formato WebM, Google ha annunciato che versioni successive di Chrome avrebbero più supportato H.264. Invece è stato rilasciato WebM sotto licenza BSD, garantendo agli utenti di tutto il mondo una licenza libera, non esclusiva e senza royalty.

Così cambiato anche Chrome, che era l’unico browser a supportare tutti e tre i formati, il mercato si divide tra due browser istallati di default nei propri sistemi operativi, Internet Explorer e Safari, che supportano H.264 e tutti gli altri browser che supportano tutto tranne H.264.

Una nota importante: per semplificare l’esposizione, in questo articolo non approfondiremo le molteplici varianti ai tre formati di base esistenti. Una volta entrati nei meandri delle peculiarità di profili video e audio e della distinzione tra i contenitori video e audio e i codec, le cose si complicano ulteriormente. Per esempio, anche se l’iPhone 4 registra video in formato H.264, non potremmo semplicemente inserire il video realizzato con lo smartphne su un sito HTML5, sarebbe comunuque necessario convertirne il formato.

Quale codec scegliere?

Sarebbe bello poter dichiarare che lo standard video ‘X’ è quello universalmente più supportato e che pertanto questo dovrebbe essere il formato da sceglire per i propri video HTML5. Purtroppo, come si vede nella figura precedente, non è così.

Se si includesse un’installazione user-driven delle estensioni dei browser, il formato più supportato sarebbe OggTheora. Tuttavia, non è possibile pretendere che gli utenti, specialmente nei luoghi di lavoro, abbiano il know-how o la capacità necessarie per installare codec aggiuntivi o estensioni del browser solo per vedere video HTML5.

Ma se per qualche motivo è necessario scegliere un unico codec per i propri video, quale si dovrebbe scegliere? Dipende. Andrebbero considerate le seguenti opzioni:

H.264

Dei tre standard, H.264 è quello meglio percepito in termini di qualità e affidabilità dai professionisti dei media. In più può contare sull’appoggio di aziende tra le più grandi sul mercato, come Microsoft e Apple, tramite MPEG_LA. E proprio questo genera la critica più importante: H.264 non è free.

Per i gli utenti è gratis, ma la maggior parte degli sviluppatori non vogliono avere problemi di licenza (per ora). Anche se questo potrebbe non essere il caso dei siti di distribuzione video. I pro e i contro delle licenza di H.264 vanno ben oltre la portata di questo articolo (e potrebbero generare confusione), basti dire che in molti vi si oppongono.

Per la maggior parte degli sviluppatori, la questione dei brevetti si riduce in gran parte ad un argomento filosofico tra standard aperti e la qualità delle immagini. H.264 offre una qualità di immagine superiore ed uno streaming migliore di Ogg e VP8 (WebM). In più gode anche di ottime prestazioni, potendo sfruttare l’accelerazione hardware su più piattaforme tra cui PC e dispositivi mobili.

Infine, si consideri la semplicità di produzione, non un problema insignificante. Tutti i principali editor video, tra cui Final Cut, Adobe Premiere e Avid, esportano in formato H.264. Lo stesso non si può dire per OggTheora o VP8. Chi produce da sé i propri video, come molti fanno, utilizza esclusivamente il formato H.264 e non ricorrervi significa tagliare fuori una grossa fetta di utenti.

OggTheora

OggTheora è l’unico standard veramente libero da brevetti. Tuttavia, è probabilmente anche quello con la qualità più bassa, anche se non di molto. Molti confronti testa a testa con H.264 hanno dato per favorito il secondo. Ogg codifica i file in maniera leggermente più rigorosa, ma produce una qualità d’immagine inferiore a H.264 e ha maggiori problemi nello streaming.

VP8 (WebM)

Tra i due estremi, alta qualità ma coperto da brevetti (H.264) e qualità marginale ma royalty-free (Ogg), troviamo VP8, probabilmente lo standard più controverso dei tre. Finora i test hanno dimostrato che H.264 offre una qualità video leggermente superiore a quella di VP8, ma la differenza è trascurabile per la maggior parte a fini commerciali.

La discussione più grande si basa fondamentalmente sullo scegliere o meno standard aperti. Da una parte c’è Google che si tiene lontano da H.264 in favore del suo standard “open” WebM, anche arrivando a rilasciare WebM sotto licenza Creative Commons. D’altra parte, ci sono praticamente tutti gli altri che sostengono che, in questo caso, “open” non significhi veramente “aperto”. Portanto a paragone il caso delle cause JPEG, ad esempio, Microsoft sottolinea che anche se il brevetto di WebM non appartiene a Google, senza un’esplicita identificazione dell’utente da parte di Google, molte aziende e individui, distribuendo video WebM, potrebbero trovarsi nella condizione di dover giustificare una violazione del brevetto, verosimilmente con MPEG LA.

In sintesi, come nella maggior parte dei casi, non esiste un’unica soluzione adatta alle esigenze di tutti i progetti, in tutte le circostanze. Ma per la maggior parte dei progetti, nella maggior parte dei casi, probabilmente si tenderà a scegliere H.264. Non solo perché è il formato più diffuso, sia da parte della produzione che del consumatore finale, ma anche per i vantaggi di prestazioni ache offre per merito dell’accelerazione hardware. Tuttavia, per i siti di video commerciali, i diritti di licenza possono potenzialmente costituire un enorme deterrente.

Ma tutta questa discussione serve a poco, il punto è un altro: se ora, o nel prossimo futuro, tutti i browser supporteranno HTML5 comunque, non tutti i browser supportano ogni codec. Così come non non si vuole che un foglio di stile sembri perfetto su IE non funzioni su Firefox, allo stesso modo sarebbe desiderabile creare tag video cross-compatibile.

Convertitori Video

Questo significa, in termini pratici, che gli sviluppatori devono codificare i contenuti video in almeno due formati video (l’ideale sarebbe in tutti e tre) per lavorare con le specifiche HTML5. Per fortuna, esistono vari strumenti pronti per aiutarvi in questo compito.

Miro Video Converter: lo strumento principale, questo convertitore open source, disponibile sia per Mac che per Windows, converte praticamente qualsiasi sorgente video in tutti i formati che si potrebbero voler usare in HTML5, così come molti altri formati specifici per diversi dispositivi e piattaforme.

Handbrake: un altro convertitore open source per Mac e Windows (e Linux), ma buono solo per la conversione in H.264.

MPEG Streamclip (): anche se non open source, MPEG Streamclip è disponibile gratuitamente sia per Mac che per Windows. Anche lui funziona per H.264 e converte anche verso molti altri formati utili al di fuori delle specifiche HTML5.

Firefogg: un’estensione per Firefox che converte video solo in formato Ogg, da cui il nome. Per usarlo, è necessario prima scaricare Firefox e poi installare l’estensione.

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