Clonezilla: clonare facilmente dischi e partizioni

19 giugno 2014

Chiunque abbia vissuto l’esperienza di un malfunzionamento imprevisto del proprio PC, risolto con una formattazione e la conseguente irrimediabile perdita di dati, sa bene quanto sia importante potere agevolmente fare un backup del proprio sistema. Spesso, inoltre, piuttosto che copiare i soli dati, può essere molto utile clonare un intero hard disk, in modo da poterne riutilizzare il contenuto anche in futuro, senza dovere effettuare nuovamente l’installazione del sistema e di tutte le applicazioni.

Clonezilla è una utility molto importante che gli utenti Linux hanno a disposizione, e che consente proprio di effettuare una copia del contenuto di un disco o di una partizione di esso. Tale copia può essere creata, ad esempio, subito dopo un’installazione pulita del sistema, corredata da tutta una serie di software che si ritiene possano tornare utili. Così facendo, se in futuro si verificasse la necessità di formattare il disco, potremmo utilizzare proprio questa copia per velocizzare la fase di reinstallazione.

In questo articolo vedremo in che modo sfruttare Clonezilla, iniziando dall’installazione, per proseguire poi con il salvataggio di un’immagine del disco ed il suo utilizzo. Infine, concluderemo spiegando come si possa clonare un disco direttamente su un’altra unità.

Installazione e avvio di Clonezilla Live

La prima cosa da sapere è che utilizzeremo quello che viene chiamato Clonezilla Live, ovvero una distribuzione live che possiamo far partire all’avvio del sistema, e che include il software di clonazione vero e proprio. Ciò ci consentirà di clonare un intero hard disk senza che esso sia in uso, e senza la necessità di apportare modifiche al sistema operativo, né di installare software su di esso.

La prima cosa da fare, quindi, è scaricare l’immagine .iso di Clonezilla Live. Possiamo farlo direttamente dall’ apposita pagina del sito ufficiale, scegliendo tra due possibili versioni stabili: una è una distribuzione live basata su Ubuntu (etichettata come alternative), mentre l’altra si basa su Debian. Io ho scelto quest’ultima opzione, ma sostanzialmente non ci sono differenze funzionali significative tra le due versioni; quella basata su Ubuntu si differenzia per il fatto che include anche porzioni di software “non-free”, supporta UEFI e dovrebbe garantire un maggior livello di compatibilità.

Fatto ciò, non resta che scrivere questa immagine su un CD, un pendrive USB o un hard disk (dipende dalle vostre esigenze). La procedura non è complicata, ed il sito di Clonezilla la spiega in modo abbastanza semplice. Se, come me, utilizzate un pendrive USB, vi suggerisco Tuxboot, un tool grafico che gestisce sia il download del file .iso di Clonezilla Live, sia l’operazione di scrittura di esso sul un pendrive USB.

Figura 1 – Scrittura di Clonezilla Live su un pendrive USB tramite Tuxboot

Scrittura di Clonezilla Live su un pendrive USB tramite Tuxboot

Una volta completata questa fase, non resta che riavviare il sistema e far partire direttamente Clonezilla Live. Prima dell’avvio, ci verrà mostrato il classico menu di GRUB, opportunamente personalizzato nell’aspetto. La prima voce è proprio quella relative a Clonezilla Live, quindi selezioniamola e premiamo il tasto Invio per avviare il sistema.

Figura 2 – Il menu di GRUB su Clonezilla Live

Il menu di GRUB su Clonezilla Live

All’avvio di Clonezilla Live, ci verrà chiesto prima di selezionare la lingua e la mappatura della tastiera, e poi di avviare Clonezilla. Dopo avere scelto l’opzione Avvio di Clonezilla, avremo due possibilità:

  • device-image : consente di creare un’immagine di un disco (o una partizione), o di scrivere su un disco (o una partizione) un’immagine precedentemente creata;
  • device-device : consente di clonare un disco (o una partizione) su un altro disco (o partizione).

Figura 3 – Le due opzioni di Clonezilla: device-image e device-device

Le due opzioni di Clonezilla: device-image e device-device

Vedremo prima come utilizzare l’opzione device-image, per poi affrontare il problema della clonazione diretta, con l’opzione device-device.

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