Case history: perchè i visitatori se ne vanno dopo pochi secondi

8 settembre 2006

Ne devo già aver parlato da qualche parte, ma non ricordo dove e sicuramente non in modo esteso e completo come conto di fare qui. Il tema è: quanti siti perdono visitatori perché c’è un errore nella sua presentazione, nella comunicazione o nell’immagine fornita, senza che la cosa, seppur intuita, possa essere dimostrata?

In molte situazioni, in realtà, qualcosa si potrebbe fare, ma una sorta di inerzia a volte ci impedisce di vedere chiaro e di programmare un test che farebbe luce una volta per tutte su ogni dubbio.

Vi racconto, oggi, di un amico che perdeva visitatori e non capiva perché. Come in altri articoli di questa serie, per discrezione non posso farne il nome. In questo caso a maggior ragione. Trattandosi di un amico… rischio di perdere il saluto per i prossimi anni (per altro, ha un’ottima cantina di vini…). Lui comunque, questo articolo lo legge. La cosa che gli preme è di non esser messo alla berlina da questo vecchio malefico che sta scrivendo :-D

Il contesto

Il mio amico fa l’orologiaio. Orologiaio di lusso, badate. Li vende, li ripara, li acquista (se antichi), li ricondiziona.

Ha una bellissima bottega dove le ragazze entrano volentieri (ehm, vi consiglio di lasciare a casa la carta di credito). Non immaginatelo come un vecchietto con pochi capelli, occhialetti sul naso e camicia dai polsini consumati. I suoi orologi rendono, ve lo garantisco e lui è tutt’altro tipo!

Un giorno decide di fare un sito e naturalmente si scorda che io giro su Internet da dieci anni. Il sito se lo fa fare da un web designer di grido (secondo lui). Un “flashato” che gira in ciabatte anche in inverno, perché pare che le scarpe siano fuori moda!

Vado spesso nel suo negozio (mai per me, purtroppo) ed ovviamente lui è entusiasta del suo nuovo sito (messo su un hosting professionale, tra l’altro, che persino alcune S.p.A. troverebbero eccessivo). Naturalmente sul lavoro non ha un PC, quindi il sito non lo vediamo mai ed io ho sempre troppo da fare (eccoli gli amici malefici, a chiedere ridendo “ma che hai da fare tu?”) per mettermi a navigare il sito di …ops, stavo per dire il nome.

Un giorno mi chiama disperato.

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