Breve storia di Linux

20 marzo 2006

Linux è un sistema operativo Unix like, ideato da Linus Torvalds (allora studente dell’Università di Helsinki in Finlandia) e sviluppato grazie all’aiuto di migliaia di persone sparse per il mondo.

In realtà Linux è soltanto il nome del kernel e non il sistema operativo, rappresenta infatti solo una parte di esso, per quanto fondamentale possa essere. Si può pensare a Linux (inteso come sistema operativo) come al completamento del sistema GNU con il kernel sviluppato da Linus Torvalds. Perciò il termine più appropriato per riferirsi al sistema operativo è GNU/Linux.

Linux inizialmente rappresentava solo un “esperimento” ispirato a Minix, il cui obiettivo era solo di fare un “Minix migliore di Minix” (come scrisse su un messaggio nel newsgroup comp.os.minix). Minix era un sistema operativo sviluppato da Andrew S. Tanenbaum per fini didattici, del quale erano resi disponibili anche i sorgenti. Nell’agosto del 1991 veniva rilasciata la versione 0.01 di Linux (non era una versione ufficiale e non vi fu nessun annuncio sul suo rilascio). Questa versione era dipendente da Minix, e i suoi sorgenti non era eseguibili. La versione 0.02 è invece la prima versione “ufficiale”, fu rilasciata poco dopo la 0.01 (Ottobre 1991) ed era in grado di far funzionare il compilatore GNU gcc, e una shell di comandi (BASh).

Il suo sviluppo crebbe enormemente nel corso degli anni e col passare del tempo aumentarono anche coloro che erano interessati a questo progetto. Si unirono a Torvalds migliaia di sviluppatori tra studenti, ricercatori e “hacker” (sul cui significato ci soffermeremo più avanti). Anche la Free Software Foundation di Richard Stallman contribuì a Linux, sia economicamente (per esempio finanziando la distribuzione Debian) sia mettendo a disposizione il software GNU adattandolo a Linux (che ha portato ad esempio alla riscrittura della libreria C GNU).

Con il termine hacker non andrebbe inteso il pirata informatico senza scrupoli che cercherebbe di scardinare ogni sistema alla ricerca di un vantaggio personale o peggio ancora col solo obiettivo di arrecare del danno a qualcuno. Il termine più preciso per delineare questa figura è invece “cracker“. Il significato di hacker è invece molto più vario. Lo Jargon file è una raccolta di terminologie messa insieme da Raphael Finkel nel 1975, in cui viene spiegata, tra le altre cose, questa differenza.

In questo documento alla parola hacker corrispondono diverse definizioni, tutte positive tranne una, quella appunto a cui spesso fanno riferimento i mass media, che però, precisa il Jargon file, sarebbe più appropriato indicare col termine “cracker”. Un hacker è quindi colui che cerca di scovare i dettagli piùintimi di un programma, sempre alla ricerca della ottimizzazione e della pulizia del software e che cerca di sapere sempre il più possibile da un programma. Un hacker non si accontenta di saper usare un programma, lui vuole sapere come è fatto. Kernel hacker è ad esempio colui che lavora costantemente a una porzione del kernel (di Linux nel nostro caso), cercando di scovare gli errori e di perfezionare il proprio lavoro. In questo senso va capita la frase di Torvalds “Linux è un sistema operativo per hacker scritto da un hacker”.

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